Ci sono zaini che li guardi la prima volta e capisci subito che ti staranno simpatici e ti trasferiscono da subito un’idea di capienza e comodità. Il Freeline 350 di Lowepro non è così, si presenta con linee interessanti e un gran bel tono di grigio, perfetto per mascherare eventuali macchie da usura, ma inizialmente sta un po’ sulle sue:  è rigido nella struttura, sembra pensato solo per le macchine fotografiche (e senza dubbio è quella la sua principale destinazione d’uso), con spazi stretti e pare quasi altezzoso nel suo chiederti di adattarli a lui e non viceversa .

Dopo averci fatto qualche viaggio in giro per il mondo ho capito che mi sbagliavo. Come molte persone, il Freeline 350 non è distante per spocchia, ci mette solo un po’ di più a mostrarti il suo valore, dopo può diventare un ottimo compagno di viaggio.

 Partiamo con le dimensioni: quelle esterne sono 29.3 x 20.8 x 48.7 cm, mentre quelle del vano laptop sono di 25 x 1.5 x 40 cm. Il peso è 1,8 kg e il prezzo si aggira attorno ai 280 euro, ma adesso su Amazon lo si trova già a 200. 

Come lecito aspettarsi da uno zaino della Lowepro dal costo di 200 euro, tutte le finiture, i materiali e le cuciture sono di altissimo livello e fatte per durare. Basta dare un’occhiata alle zip e passare una mano sui tessuti per capire che ci troviamo di fronte a un oggetto che non ha paura di essere maltrattato.

Essendo uno zaino progettato per la fotografia, al suo interno è presente una struttura rigida (estraibilie) con vari scompartimenti personalizzabili per mantenere al sicuro corpo macchina, obiettivi e tutto ciò che serve. Nella parte frontale troviamo invece due cinghie a cui è possibile fissare un cavalletto, mentre altre due cinghie sugli spallacci permettono di farlo aderire al corpo e scaricare parte del peso. Queste rappresentano l’unico vero difetto del Freeline 350 perché non sono particolarmente comode da agganciare o sganciare, inoltre quella sullo sterno tende ad allentarsi. Sarebbe stata più comoda la classica fibbia a scatto.

La struttura divide di fatto lo zaino in due parti, una accessibile dall’alto e una dalle due aperture laterali. All’interno è disponibile anche un piccolo contenitore per riporre oggetti minuti come batterie, schede di memoria, cavetti e così via. Ovviamente tutto e riposizionabile in base ai vostri bisogni.

 Nella parte superiore, verso la schiena, troviamo anche una profonda tasca in cui inserire un portatile da 15’’ e un’altra taschina più piccola per un tablet o un lettore e-book . Altre tasche sono presenti sui fianchi, sia internamente che esternamente, e sugli spallacci, oltre a una pratica tasca frontale in alto per inserire il passaporto, un power bank o altri oggetti da raggiungere facilmente.

Il tessuto del Freeline è resistente all’acqua, con finiture speciali per le cerniere, quindi resisterà a una pioggia leggera, ma in caso di esposizione prolungata agli elementi forse è il caso di tenerlo al riparo. Per fortuna è inclusa anche la copertura impermeabile. Personalmente ho adorato anche il tono di grigio antracite vagamente traslucido che lo rende molto elegante e a suo agio anche in un contesto lavorativo in cui altri zaini vi fanno fare la figura del liceale.

Dettaglio importantissimo: nella parte interna dello schienale c’è la fascia per fissarlo alla maniglia di un trolley.

LA PROVA

Volendolo utilizzare come uno zaino classico, la prima cosa che ho fatto è stato togliere il divisorio centrale alla struttura rigida, così da ricavare uno spazio più ampio al centro, mantenendo quello più piccolo inferiore e lasciando quello in alto per gli oggetti più veloci da raggiungere.

Inizialmente la rigidità mi aveva fatto pensare a qualcosa difficile da utilizzare per tutti i giorni, di solito uso borse o zainetto più morbidi, ma nelle linee compatte del Freeline 350 ci sta veramente tantissima roba se si impara a sfruttare lo spazio con efficienza e la rigidità è ottima quando si viaggia perché protegge tutti gli oggetti al suo interno, soprattutto nelle cappelliere, dove c’è sempre quello che decide che deve infilare il trolley schiacciando i bagagli degli altri.

L’apertura su entrambi i lati ha i suoi pro e contro, da una parte garantisce un accesso veloce indipendentemente dalla posizione dello zaino, dall’altra ovviamente raddoppia il rischio che qualcuno ci metta le mani o che vi dimentichiate una parte aperta mentre cercate di aprire anche l’altra e il contenuto si rovesci per terra (potrebbe essere accaduto, ma non lo ammetterò mai).

Potendo mettere il computer e il tablet in una tasca apposita, resta abbastanza spazio per inserire una console portatile come lo Switch nella parte in alto, magari insieme a una batteria esterna, le cuffie, un taccuino o un libro. Nel vano centrale invece si possono inserire un beauty case, una macchina fotografica compatta, una maglietta di ricambio, un piccolo microfono e l’alimentatore del PC. Infine, lo spazio più in basso è ottimo per caricabatterie e altra cavetteria varia, mentre la tasca esterna laterale è perfetta per un piccolo cavalletto.

Se poi volete tenere il telefono a portata di mano c’è la tasca sullo spallaccio, anche se quelli più grandi faranno fatica, e un sacco di altri piccoli oggetti possono trovare spazio nelle tasche poste sulle aperture laterali.

Dunque, non importa essere esclusivamente dei fotografi per apprezzare il Freeline 350, che funziona molto bene anche se comunque amate raccontare i vostri viaggi e volete portarvi dietro un po’ di attrezzatura e se cercate uno zaino dalle linee formali per andare a lavoro con tutto il necessario per affrontare la giornata. Certo, il prezzo può rappresentare uno scoglio, perché la cifra non è bassa, ma considerando la qualità dei materiali passerà molto tempo prima che sentiate nuovamente l’impulso di comprarne uno zaino.

Scritto da Lorenzo Fantoni

Giornalista esperto in tecnologia e cultura pop, vive per dimostrare quanto Godzilla, Fantozzi e Dungeon & Dragons siano importanti per la tua vita