Se tutte le nostre attività online fossero pubbliche, probabilmente la convivenza in rete funzionerebbe meglio, soprattutto se la Polizia dell’Internet fosse un verso corpo di agenti pronti ad arrestare gli utenti al primo segno di maleducazione.

Se Internet fosse molto molto più lento è probabile che certi comportamenti ossessivi online subirebbero un rallentamento fisiologico: se ci volessero due minuti per caricare un’immagine, controllereste di continuo i social?

Queste due soluzioni vengono proposte nel primo episodio di The Fix, un panel show prodotto da Netflix di cui trovate online la prima stagione e che si prefigge di trovare una soluzione efficace ad alcuni problemi della società contemporanea: l’uso dei social media, il gap negli stipendi tra uomini e donne, immigrazione, riscaldamento globale e altri. Il tutto, però, ridendo e facendo ridere il pubblico. A proporre le soluzioni sono infatti due squadre di stand-up comedian i cui capitani sono  DL Hughley e Katherine Ryan, mentre a condurre il gioco troviamo Jimmy Carr.

Il trio di comici fissi che reggono le fila della trasmissione è un bel mix internazionale. DL Hughley calca i palchi dagli anni ’90 ed è considerato tra i maggiori comici della black culture, Katherine Ryan è una comica canadese che risiede da più di 10 anni in Inghilterra, dove ha collaborato più volte con il londinese Jimmy Carr in alcuni panel show.

Per dare modo al pubblico in studio e a casa di farsi un’idea più precisa dei problemi affrontati in ciascun episodio, The Fix gode dalla presenza di Mona Chalabi, giornalista specializzata nell’analisi di dati che racconta dettagli meno noti, più curiosi o sorprendenti su temi che pensiamo di conoscere bene. Ad esempio: pare che, mediamente, passiamo più tempo a interagire giornalmente sui social media che con i nostri cari. O che in germania ci sono più morti per autosoffocamento masturbatorio che per armi da fuoco.

Le soluzioni proposte dai comici come quelle in apertura di questo articolo partono quindi da assunti logici che vengono poi estremizzati per assurdo, per quanto l’idea di rendere obbligatoria l’iscrizione alla NRA di tutti i cittadini americani, così da avere tra le fila anche minoranze di ogni tipo che possano spingere a un uso più inclusivo e consapevole delle armi, ha la sua logica.

Le tematiche affrontate, i dati riportati da Mona e le soluzioni esagerate proposte possono dar modo al pubblico di ragionare in maniera un po’ diversa dal solito su problemi difficili, ma la vera attrattiva del programma sta nell’unire tutti questi aspetti grazie all’umorismo. Lo show mischia momenti che sono stati chiaramente scritti e concordati ad altri in cui i vari ospiti improvvisano sul momento, capitanati da Jim Carr che riesce a cogliere al volo gli spunti giusti e sobillare gli animi dei suoi ospiti. In più lungo i 10 episodi di questa prima stagione si alternano un totale di 16 stand-up comedian diversi che, grazie a un casting azzeccato, coprono un ampio spettro di voci sia per stile che per background. In questo modo non solo si ha modo di assistere a dialoghi tra coppie inaspettate in cui l’alchimia è palpabile ma si ha pure modo di conoscere artisti magari nuovi, un modo come un altro per provare vari stand-up e scoprirne magari uno nuovo da seguire.

 

 

 

Scritto da Davide Costa

Scrivo fumetti e altre cose fiche per Walt Disney, Sergio Bonelli e altre case editrici fiche. Ho una newsletter in cui parlo del mio lavoro, Appunti dal tavolino di un bar, a cui potete iscrivervi qua: http://tinyletter.com/DavideCosta