Sono letteralmente cresciuta amando l’esuberante tata della famiglia Sheffield  – e con me almeno due o tre generazioni: si tratta di una delle sit-com più replicate in tv.

In Italia è stata trasmessa per la prima volta nel 1995 su Canale 5, con un doppiaggio che ne ha stravolto pesantemente diversi aspetti tanto che nemmeno il chirurgo plastico di Gabriel Garko avrebbe saputo fare un lavoro così meticoloso.

Se, nella versione originale Fran Fine e la sua famiglia sono di origini ebree, nella versione italianizzata Francesca Cacace è originaria della Ciociaria, così come zia Assunta e zio Antonio (in originale mamma Sylvia e papà Morty). Zia Yetta, cognata di Assunta, è in realtà la nonna di Fran: suo nonno è infatti un ebreo polacco emigrato negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ammetto di amare particolarmente l’idea che Francesca venga da Frosinone e discenda da una lunga stirpe di pecorai! 

La storia inizia col licenziamento di Francesca dall’atelier di abiti da sposa dove lavora da parte di Danny: proprietario del negozio e suo fidanzato che ha, tra l’altro, deciso di lasciarla. Ma Francesca non si perde d’animo: nella scena successiva si presenta alla porta di casa Sheffield come una fiera e raggiante venditrice porta a porta di cosmetici. Qua, il produttore inglese Maxwell Sheffield, da poco rimasto vedovo che sta cercando una tata per i suoi tre figli e Francesca improvvisa un curriculum scritto col suo rossetto preferito.

Francesca non è una vera tata: è su questo che gioca la comicità degli episodi (non fraintendetemi, Tata Francesca è una delle mie pedagogiste preferite). Ma sono proprio i suoi consigli terra terra e la sua risata esuberante a portare una ventata di aria freschissima in casa Sheffield (e nelle nostre case). Francesca sembra il tipo meno adatto in assoluto al ruolo di babysitter: il suo stile sfrontato è agli antipodi rispetto a quello sofisticato dei borghesi Sheffield. Ma nonostante sia la regina indiscussa delle minigonne variopinte, del trucco appariscente e dei capelli cotonati conquista presto l’affetto di Maggie, Brighton e Gracie, come nessuna tata prima di lei aveva saputo fare.

L’inconfondibile sigla riassume bene questo punto:

“Who would have guessed that the girl we’ve described,
Was just exactly what the doctor prescribed?
Now the father finds her beguiling!
And the kids are actually smiling!”

E la stessa interprete, Fran Drescher, non ha mai perso la sua inconfondibile e contagiosa risata nonostante sia una sopravvissuta (a uno stupro, a un cancro al collo dell’utero che l’ha spinta a fondare un’attivissima associazione, al divorzio da Peter Jacobson dichiaratosi omosessuale [episodio da cui trarranno insieme la sottovalutatissima sit-com Happily Divocerd])!

Da bambina aspettavo con impazienza di rivedere Francesca e arrivavo davanti alla TV sempre un po’ in anticipo in modo da non perdere nemmeno un secondo di sigla! Passavo l’intera giornata con una madre molto rigida e conservatrice. Avevo il divieto più assoluto di giocare coi trucchi e l’ordine di dimostrare “di essere una bambina intelligente e non una stupidina”. Francesca e i suoi vestitini colorati avevano un effetto quasi psichedelico su di me!

Ovviamente avevo il divieto più assoluto anche di guardare “quellaputtanainminigonna”, Ma avevo sviluppato l’abilità di seguire l’intero episodio con un orecchio teso e in caso cambiavo immediatamente canale (questo vale anche per Xena – Principessa guerriera perché “ètroppoviolenta”, “tirendenervosa”  – anche se in realtà era il fatto di passare un’intera giornata a seguire i precetti di mia mamma a innervosirmi).

Guarda: La felicità non è una truffa


Il punto è questo: Francesca Cacace è una donna così sicura di se stessa che non ha bisogno di dimostrare a nessuno di essere intelligente a tutti i costi, screditando la parte sexy e leggera di lei, né tanto meno screditando le altre donne (al contrario della sua algida e perennemente incazzata antagonista CC Babcock). Fa ciò che le piace fregandosene di chi la giudica solo in base all’apparenza: aspira palloncini con l’elio, dichiara di preferire Madonna a Pavarotti, è ossessionata da Barbra Streisand ed è follemente golosa di dolci. E di uomini: fin dai primissimi anni ‘90 Francesca pratica e parla di sesso senza problemi (e che dire della sessualmente attiva zia/nonna Yetta?)! Insomma, una donna cazzuta che sovverte gli stereotipi conservatori irritando non poco Maxwell (oltre che mia mamma) di tanto in tanto.

Molti di voi staranno scuotendo la testa. È vero: Francesca va a dormire con tanto di trucco e orecchini, mente circa la sua età e cerca di compiacere il desiderio di matrimonio di zia Assunta/mamma Sylvia. Ma c’è molto di più: Francesca esce con tonnellate di uomini, sì, ma perché non le interessa lanciarsi pateticamente tra le braccia di uomo qualunque. E con un gran senso dell’umorismo, ride di se stessa ma non lascia che nessun altro si faccia gioco di lei. Scherza sulla sua voce nasale (in lingua originale) perché per quanto possa suonare buffa non dimentica mai di far sentire la propria opinione con orgoglio!

Francesca mi ha insegnato che posso essere sexy senza preoccuparmi che questa dimensione faccia venire meno la mia intelligenza né, tanto meno, il mio essere femminista. Well, I am smart enough to know I have just been insulted, and sexy enough not to care!

Se anche voi, come me, siete ancora grandi fan vi consiglio l’account instagram @WhatFranWore: una raccolta dei suoi outfits più fashion e stravaganti!

Scritto da: Laura Palmer

Scritto da Laura Palmer

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