Quando ci hanno comunicato che il DnD Community European Tour avrebbe toccato Milano eravamo entusiasti, un segnale chiaro che il gioco di ruolo non era più solo “una roba da nerd”. Eravamo però un po’ perplessi davanti al nome di una delle special guest star, Satine Phoenix, googlandola non si parlava d’altro che delle sue esperienze come pornostar. Quante cose ignoravamo solo una settimana fa, quante cose abbiamo imparato sulle virtù terapeutiche di Dungeons & Dragons, sull’importanza che riveste nella vita di migliaia di persone vittime di discriminazione e bullismo.

Satine e sul braccio il tatuaggio SELF

Diceva Pirandello nel suo celebre Uno, Nessuno, Centomila: “C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro” e mai affermazione sarebbe più azzeccata se cercassimo un aforisma per riferirci a Satine. La famosa giocatrice di ruolo americana ha infatti alle spalle un passato tormentato che fin dall’infanzia l’ha costretta a indossarne molteplici. Quella della figlia abusata dal padre, in famiglia, ma che fuori dalle mura domestiche doveva tacere le molestie per non mettere i genitori in cattiva luce. “Mi facevano sentire in colpa” ci dice lei, tra una lacrima e mille sorrisi, “ma a un certo punto ho capito che non potevo andare avanti così”. Ad appena undici anni Satine tenta il suicidio, esasperata dalla situazione nella quale si trova, ma poi grazie al senso di responsabilità sviluppato con il gioco di ruolo, trova la forza di fermarsi in tempo, scegliendo di continuare a vivere.

La sua fortuna, in quegli anni di solitudine e abbandono, è proprio una scatola blu. Lo scrigno, che i feticisti del vintage ludico sicuramente conoscono, conteneva i manuali del set Expert di Dungeons and Dragons, il gioco di ruolo creato da Gary Gygax e Dave Arneson. Satine inizia così a costruirsi un personaggio a cui è concesso vivere come a lei non è permesso, la sua unica via di fuga, la sua ancora di salvezza.

Avrebbe potuto essere un gioco come tanti, solo un semplice passatempo per evadere dai mostri che combatteva nel mondo reale, e invece no. Come ci ha detto durante l’intervista, “a un certo punto è scattato qualcosa. Nel gioco, se volevo affrontare mostri più forti, dovevo incrementare le mie abilità; all’improvviso ho capito che anche nella vita reale era lo stesso, così ho cominciato a lavorarci su, focalizzandomi sugli aspetti che volevo migliorare.” Prendendosi cura di sé così come si prendeva cura del suo personaggio all’interno del gioco, ha pian piano raggiunto uno stato di consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità che le hanno permesso di sconfiggere i suoi demoni.

TJ Storm Master Dungeons & Dragons d’eccezione

Parole di coraggio e speranza quelle pronunciate dall’icona femminile del gioco di ruolo, ma anche di inclusione. Parlando di identità di genere, si è definita decadent, spiegandoci che lei è Satine e che le piace tutto ciò che la fa stare bene, indipendentemente dalle etichette che la società sente l’esigenza di apporvi. Lo stesso vale per la community di Dungeons and Dragons dove si è tutti uguali perché nell’esatto istante in cui ha inizio la sessione spariscono muri, barriere e la paura di essere giudicati. Non importa chi sei né cosa ti piaccia, quando ti siedi al tavolo contano solo classe, razza e allineamento, e poi via a lanciar dadi e affrontare Tarrasque (quei mostri giganti brutti e cattivi che si fa tanta, tanta fatica a sconfiggere). E se qualcuno non fosse d’accordo? “Vai pure, noi restiamo qui; quando ti sentirai pronto potrai tornare e giocare con noi.”

Il gioco di ruolo dimostra di essere un potente strumento di aggregazione per conoscere persone accomunate dalle stesse passioni, ma soprattutto per conoscere meglio sé stessi. Per alcuni giocatori è stato proprio così, Satine ci ha raccontato di alcuni player che, dopo aver utilizzato un certo atteggiamento durante il gioco, hanno poi capito quanto fosse parte integrante del proprio carattere e l’hanno ripreso anche nella vita reale.

TJ coordina il VIP Evening game di DnD

Un mezzo che aiuta nella crescita personale, quindi, ma che infonde anche coraggio per superare situazioni particolari. Parlando di bullismo e molestie, Satine ha citato la tecnica del “combattere un bullo con il bullismo” come qualcosa che è tutto fuorché funzionale. Se si viene molestati o ghettizzati, per quanto verrebbe più facile fuggire o attaccare a propria volta, la tecnica migliore è quella di considerare tutti i punti di vista e tutt’al più archiviarlo come uno spiacevole episodio che non deve segnarci.

Poi è stata la volta di TJ Storm, celebre per le performance in motion capture in film come Godzilla e Captain America: Civil War, che ci ha spiazzato con una sua considerazione. Alla domanda “se potessi tornare a un momento qualunque del tuo passato quale sceglieresti e cosa diresti al TJ del passato?” ha dato una risposta secca, inesorabile “Non ci andrei”, spiegandoci che tutte le difficoltà incontrate durante la vita sono esattamente il motivo per cui è riuscito poi a raggiugere così tanti traguardi. Se avesse saputo prima che ce l’avrebbe fatta, probabilmente non sarebbe stato abbastanza determinato e non avrebbe raggiunto quei risultati che oggi lo rendono fiero e soddisfatto. E di strada in effetti ne ha fatta, passando attraverso famiglie adottive, bullismo per il colore della sua pelle, lezioni di arti marziali per correggere la sua goffaggine, anni di breakdance per pagarsi le lezioni di recitazione prima diventare una celebrità ed entrare per ben tre volte nella Martial Arts Masters Hall of fame.

Francesca Gatti con TJ Storm , Satine Phoenix e le rappresentanti di Asterisco Edizioni e Donne, dadi e dati.

Anche per Satine vale quasi lo stesso discorso: “Non importa quale momento sceglierei, mi direi sempre la stessa cosa: Stai andando alla grande! Continua così: ogni scelta, è la scelta giusta.” Non stupisce quindi che la società di produzione da lei creata, Gilding Light, si ispiri proprio al principio del Kintsukuro, l’arte giapponese di dare nuova vita e bellezza alle cose rotte riparando le crepe con l’oro.

E chi l’avrebbe mai detto che da un evento DnD saremmo tornati a casa con così tante riflessioni sulle virtù terapeutiche del gioco di ruolo e con un messaggio di grande speranza. Ma in fondo hanno proprio ragione Satine e TJ, non importa cosa è accaduto in passato, nulla segna per sempre se non glielo si concede, in ogni momento si può scegliere di ricominciare a vivere, reinventarsi e sognare.

Scritto da Francesca "Penny" Gatti