Techno Viking è con buona probabilità il protagonista più sfuggente di uno dei meme più noti in assoluto. Se l’identità di diversi meme molto popolari non solo è stata rivelata negli anni ma ha dato modo ai protagonisti di sfruttare la notorietà con successi più o meno grandi (penso a Laina “Overly Attached Girlfriend” Morris, Tay “Chocolate Rain” Zonday o Grumpy Cat), quella di Techno Viking è ancora avvolta nel più fitto mistero. Mistero che è voluto proprio da Techno Viking stesso, che da diversi anni sta facendo di tutto per mantenere l’anonimato e limitare la sua notorietà il più possibile. Ma andiamo con ordine.

Nel 2000 a Berlino si tenne la parata di musica elettronica chiamata Fuck Parade. Tra i partecipanti c’è anche Matthias Fritsch, videomaker che decide di registrare un video dell’evento che chiama Kneecam No 1, perché si lega una telecamera a un ginocchio e inizia a registrare quello che capita dietro il furgone su cui sta seduto. Il video dura 4 minuti circa e vi invito a guardarlo, perché solo guardandolo potete cogliere il misto di carisma e assurdità del protagonista che affascinò Fritsch per primo, e la rete in un secondo tempo.

Il video di Fritsch gira inizialmente solo tra appassionati, rimbalzando di mail in mail e di forum in forum, e nel circuito dei festival dedicati ai corti in cui Fritsch lo mostra. Gli spettatori sono affascinati dal video per un semplice motivo: le azioni del muscoloso protagonista sembrano così perfette da sembrare costruite a tavolino, ma al contempo talmente assurde e sopra le righe da sembrare genuine. Lo stesso Fritsch ha sempre risposto a chi lo accusasse di spacciare un video sceneggiato per vero che il materiale non è in nessun modo alterato e che quanto mostrato è del tutto frutto del caso, punto che diventa essenziale negli anni successivi.

The Techno Viking doesn’t dance to the music, the music dances to the Techno Viking. Il video viene poi messo online nel 2001 dallo stesso Fritsch ma per parecchio se lo filano in pochissimi appassionati di bizzarrie, in anni in cui Internet iniziava a diffondersi ma era ancora qualcosa per smanettoni e addetti ai lavori. Solo nel 2006 Kneecam No 01 inizia la sua ascesa virale, passando prima per un sito dedicato al porno, poi per quell’incubatore di meme che è 4chan per arrivare successivamente su Break.com dove viene rinominato Hall Hail the Techno Viking. Da lì in poi si tratta di una crescita costante che lo rende uno dei video virali più noti del periodo, dando vita a una serie infinita di remix e omaggi che lo consacrano a meme, grazie anche alla nascita e crescita di Youtube su cui arriva tra la fine de 2006 e l’inizio del 2007. Fritsch inizia a raccogliere alcuni degli infiniti meme che fioccano in rete: fumetti, poster, remake del video originale (qua una raccolta di alcuni omaggi), videogiochi vecchi e nuovi che lo citano per allestire una mostra con lo scopo di riflettere sul senso stesso dei meme, della replicabilità dell’immagine e sul rapporto tra realtà e racconto, facendone anche del merchandising come magliette e poster. Poi arriva il 2009 e con lui una causa legale contro Fritsch da parte di Techno Viking.

Techno Viking, di cui non si conosce nulla nome compreso, accusa Fritsch di aver usato la sua immagine senza aver chiesto il suo consenso. Chiede a Fritsch di non diffondere più il video online e di modificare il merchandise, cosa che Fritsch fa, limitandosi a mostrare il video solo durante lezioni e incontri legati a eventi artistici. Le cose sembrano appianarsi tra i due ma nel 2012 Techno Viking fa contattare di nuovo Fritsch da un avvocato. Questa volta chiede che il video non venga diffuso in alcun modo e di cessare la vendita di ogni tipo di merchandise, oltre a richiedere un risarcimento su quanto guadagnato da Fritsch negli anni.

Your offering pleases Techno Viking! Il processo che ne parte è lungo e complesso a arriva a una conclusione che, per certi versi, scontenta entrambe le parti. Il giudice decide che Techno Viking ha diritto a parte dei proventi guadagnati da Fritsch negli anni, ma una percentuale non troppo grande perché non ha deciso di fare causa all’artista subito, rimanendo in silenzio dal 2009 al 2012 mentre il meme esplodeva ovunque online. Il giudice decide inoltre che la difesa tentata da Fritsch, ovvero il considerare il video originale un’opera d’arte e per questo non censurabile, non sta in piedi perché per ammissione dello stesso artista il video non è stato manipolato in alcun modo ma si tratta di una semplice ripresa video senza alterazioni o interventi in post-produzione.

Proprio su questo punto fa leva l’avvocato di Techno Viking: Fritsch avrebbe sfruttato, senza consenso, i diritti sulla personalità e immagine del suo cliente a fini di lucro e non per motivi artistici. Inoltre secondo Techno Viking la fama che gliene è derivata gli avrebbe portato problemi e fastidi nella sua vita privata. Come capita quasi con ogni meme, Internet si è messo a caccia dell’uomo dietro la maschera, pensando di averlo scovato più volte. Tra gli “accusati” più noti di essere Techno Viking c’è stato, per esempio, il lottatore di MMA Keith Jardine che, per divertimento, ha confessato di essere davvero lui, per essere poi sbugiardato dall’avvocato del vero Techno Viking.

All hail Techno Viking! Il giudice decide inoltre che Fritsch, in caso desideri usare ancora il video Kneecan No 1, è obbligato a oscurare la figura di Techno Viking da ogni singolo frame in cui appare. Il fatto che ormai Internet e i suoi utenti si siano appropriati del meme rendendo inutile la censura del video originale sembra non avere peso nella scelta del giudice, che obbliga inoltre Fritsch a pagare circa dieci mila euro di danni a Techno Viking.

Negli anni successivi al processo Fritsch ha girato un documentario dedicato alla vicenda che risulta una visione molto curiosa a causa proprio delle restrizioni legali a cui è sottoposto quando si tratta di Techno Viking. Nel documentario, Fritsch ha raccolto decine e decine di esempi dei remix e omaggi con protagonista Techno Viking, oltre ovviamente a Kneecam No 1, il video originale, dove però l’uomo è stato cancellato digitalmente lasciando la sua silhouette nera.

Si tratta di un video a sua volta affascinante in cui l’assenza del protagonista lo rende per l’ennesima volta presente e inconfondibile: ogni sua movenza è riconoscibile, ogni sua pausa attrae l’attenzione e quando punta accusatorio il dito indicando il colpevole fuori scena non si può fare a meno di riempire quel vuoto con il suo sguardo di ghiaccio. Non che glielo andrei a dire: Techo Viking non ha approvato questo articolo su Techno Viking.

 

 

Scritto da Davide Costa

Scrivo fumetti e altre cose fiche per Walt Disney, Sergio Bonelli e altre case editrici fiche. Ho una newsletter in cui parlo del mio lavoro, Appunti dal tavolino di un bar, a cui potete iscrivervi qua: http://tinyletter.com/DavideCosta