Si dice che sia già nato il bambino che un giorno camminerà su Marte. Non so se sia vero, ma nel caso è probabile che quel bambino abbia pianto vicino a me in un volo internazionale.
Qualche anno fa ho capito di avere un potere speciale. Purtroppo, non era una vista a raggi-X, una forza sovrumana o capacità più terrene tipo l’intuito, articolazioni molto flessibili o una favolosa coordinazione. Semplicemente, se sto viaggiando vicino a me si posizioneranno in maniera del tutto spontanea i bambini più irritabili, capricciosi, rumorosi e casinisti. Negli anni questo potere si è evoluto e ultimamente basta una qualunque situazione di quiete, tipo starsene in un prato a leggere, per veder improvvisamente spuntare un bambino nei paraggi che deve parlare a voce altissima.

Bello eh?

L’illuminazione mi è arrivata in uno dei tanti voli degli Stati Uniti che prendo per lavoro: all’andata ero circondato da una famiglia mormone, padre, madre e sette figli, in cui quello che doveva assolutamente vedere film sul computer ridendo FORTISSIMO ogni secondo era accanto a me. Al ritorno invece mi capitò uno dei pochissimi aerei che ancora non avevano il sistema di intrattenimento personale, ma solo il buon vecchio schermo comune, con tre bambini posizionati a triangolo attorno al mio posto che si svegliavano a vicenda con i pianti.

Purtroppo, c’è poco che si possa fare in queste situazioni, gli aerei moderni non hanno spazi per i genitori con i figli piccoli e la gente deve viaggiare. Nonostante la mia misantropia mi rendo conto che mamme e papà non godono di certo nel vederci sbuffare quando i pargoli digievolvono in sirene d’allarme, anzi, aggiungiamo stress allo stress. Poi io sono un misantropo buono, quindi, a meno che tu non sia uno stronzo che lascia il figlio allo stato brado o, peggio, alimenta la sua eccitazione cerco sempre di avere un atteggiamento tranquillo, o almeno di non far trasparire la mia voglia di depressurizzare violentemente la cabina.

Buon volo!

In queste situazioni devi dotarti di due cose: una predisposizione alla sofferenza e all’accettazione degna di un monaco zen che si dà fuoco e soprattutto di un paio di cuffie antirumore.

Vi presento le Sony WH-1000XM3 ovvero la terza generazione delle cuffie a cancellazione di rumore di Sony, che ho avuto modo di provare per circa un mesetto, tra metropolitane, traffico e aerei.

Nella confezione delle WH-1000XM3 troviamo anche una custodia rigida in cui trova spazio il cavetto USB-C per la ricarica, un cavetto audio per quando non possiamo usarle in modalità wireless e un comodissimo adattatore con doppio jack per quegli aerei che ancora ne sono dotati.

Costano circa 260 euro, che sono senza dubbio una bella cifra, ma assolutamente giustificata dalla qualità del prodotto, universalmente riconosciuto come top di gamma, e da come può trasformare un viaggio pieno di gente che ascolta Despacito o note vocali della nonna a tutto volume in un rilassante momento personale in cui farsi finalmente i fatti propri. Il tutto mentre le vostre orecchie vengono massaggiate da una resa sonora perfetta e assolutamente configurabile con un un’app.

L’isolamento base dato dai padiglioni sarebbe già più che sufficiente per ridurre drasticamente il rumore del traffico e delle voci attorno a voi, ma niente può prepararvi alla prima volta in cui attiverete la cancellazione del rumore di fondo, premendo l’apposito tasto sul lato sinistro. La sensazione ricorda quella di un tuffo nel mare, dopo un WHOOOSH i suoni attorno si fanno ancora più ovattati, alcuni spariscono, soprattutto quelli ritmici come il treno o il motore in un aereo.

In qualche modo si avvertono comunque le voci lontane, ma restano, appunto, lontane, non possono più ferire i tuoi timpani, che siano cantanti trap o disquisizioni sulla formazione della domenica. Improvvisamente, percepisci il battito del tuo cuore, il suono di quando deglutisci, il tuo respiro, entri automaticamente in uno stato di semi-meditazione.

Lui non sarebbe così rilassato senza le cuffie

Col tempo, attivare questa modalità diventa una sorta di piccolo rito con cui rinchiudere il mondo fuori dal proprio spazio personale. È stata una giornata di merda? WHOOOSH silenzio e un po’ di musica della tua playlist preferita. Il bambino accanto a te ha scoperto che parlando ad alta voce attira l’attenzione ed è felicissmo? WHOOOSH, metti una serie tv a basso volume e ti addormenterai come se fossi davanti alla televisione. A volte non c’è neppure bisogno di mettere musica o far partire un video, basta il silenzio quasi totale per far abbassare subito i battiti cardiaci e rilassarsi. Praticamente è come se la realtà acquistasse una importantissima funzionalità: il tasto mute.

Se poi devi per forza interagire con gli altri o ascoltare un rumore, tipo l’annuncio di un treno, basta appoggiare il palmo della mano sulla cuffia destra per attivare un microfono esterno che permette al mondo esterno di superare dolorosamente, giusto per qualche secondo, la nostra personalissima bolla di tranquillità. Sempre sul padiglione destro è possibile configurare tramite app alcune gesti touch, scorrendo il dito verso il basso si abbassa il volume, a destra si va alla prossima canzone e così via. Uno spettacolo, perché non c’è cosa peggiore che mettere un paio di cuffie senza filo e dover poi rompersi le palle tirando fuori il telefono per cambiare traccia.

Ovviamente la resa audio di questo drop epico della vita è a livelli altissimi, qualsiasi sia la vostra inclinazione musicale le orecchie saranno massaggiate da un suono perfetto e cristallino in cui gli ascoltatori più esperti potranno cogliere sfumature inattese anche in canzoni che conoscono a memoria. Fa impressione ascoltare un pezzo live e percepire il respiro del batterista dopo un assolo particolarmente furioso o il suono delle dita che scorrono sulle corde della chitarra dentro lo studio di registrazione.

Sony WH-1000XM3

È solo grazie alle WH-1000XM3 se ho superato l’ultimo volo intercontinentale su cui ho poggiato il sedere: un 12 ore Milano-Shanghai accanto a un bambino cinese che di non più di un anno ne ha piante circa 10 a causa di una otite mista raffreddore mista possessione da parte di antichissimi demoni che probabilmente tormentano la sua famiglia da secoli.

10 ore di urla che avrebbero trasformato anche Lao Tse in supernova di bestemmie, vene gonfie del collo e “ma insomma signora!”, con la gente attorno che mi guardava con quella pietà pelosa che sta a metà tra il “poverino” e il “meglio te che me” mentre io mi recuperavo tranquillissimo tutte le puntate di The Grand Tour godendomi ogni sfumatura dei motori da corsa e dell’accento british di Clarkson come se niente fosse.

Addirittura, sono arrivato a sentire la sensazione di bagnato quando un’auto è passato su una pozza!

Ah no, quello era il bambino che mi starnutiva su un braccio.

Insomma, le WH-1000XM3 valgono tutti i soldi che gli darete, che non sono pochi, ma giustificati da una resa audio spettacolare, ottima qualità costruttiva, ottima attenuazione e un’app di supporto veramente ricca di funzioni. Vi garantiranno la pace di cui avete disperatamente bisogno in un mondo in cui nessuno sembra più interessato a quanto disturbo arreca agli altri. Fidatevi, non ve lo sto dicendo perché me le hanno regalate, anche perché una volta toccato terra mi è arrivato un gentilissimo messaggio che mi avvisava della fine del periodo di prova. Ci piango ancora oggi, mentre metto i soldi da parte e ogni tanto vado sulla loro pagina Amazon per ricordarmi quanto sono belle.

Fidatevi, le cuffie antirumore salvano vite, soprattutto di chi non le indossa.

Scritto da Lorenzo Fantoni

Giornalista esperto in tecnologia e cultura pop, vive per dimostrare quanto Godzilla, Fantozzi e Dungeon & Dragons siano importanti per la tua vita