Ebbene sì, è inutile girarci intorno più di tanto, L’Isola di Fuoco sta per tornare e lo farà su Kickstarter in una edizione che si preannuncia particolarmente spettacolare e con qualche aggiunta che potrebbe renderlo più divertente (e magari adatto anche a un pubblico di quarantenni che lo comprerà sulla fiducia).

Tra tutti i giochi da tavolo del passato, L’Isola di Fuoco gode senza dubbio di un fascino particolare e di un posto nel cuore di molti proprio accanto a Brivido. Entrambi in effetti condividono due punti in comune essenziali: erano giochi altamente scenografici: da una parte avevi una casa dell’orrore, dall’altra il plastico di un’intera isola, ed erano giochi in cui c’era una componente casuale dettata dal teschio e dalle palle di fuoco che rendeva le cose più interessanti.

Ma mentre Brivido era di fatto un gioco dell’oca con qualche imprevisto, l’Isola di Fuoco aveva più percorsi e un minimo di strategia che rendeva tutto molto più interessante. Questo senza contare che era probabilmente uno dei giochi più belli da vedere in quel periodo. Possederlo ti faceva salire automaticamente la graduatoria e collocava il tuo nome nell’elenco di quelli a cui dire sì in caso di invito a giocare.

Non ho onestamente idea dove sia finita la versione che avevo da bambino, spero sia in cantina accanto al Commodore e alla scatola di Masters, ma poco importa, perché in ogni caso sarò uno dei molti finanziatori di questa nuova edizione pensata da Restoration Games.

Fireball Island: The Curse of Vul-Kar, che scopro essere il nome originale del gioco, verrà riportato al suo antico splendore in questa nuova versione che ripropone gli elementi classici del gioco, come l’idolo e la mappa tridimensionale, con alcune varianti che puntano a rendere il gioco ancora più imprevedibile e strategico.

La prima cosa che balza all’occhio è ovviamente il tabellone di gioco, ancora più grande e colorato dell’originale. Non è ancora la colorazione definitiva ma le dimensioni saranno queste e onestamente farlo ancora più grosso mi sembra un’ottima idea. Il gioco verrà comprato da chi quando era bambino lo vedeva come qualcosa di gigantesco e l’unico modo per migliorare qualcosa che era già esagerato è esagerare ancora di più.

Leggendo il manuale (qua in italiano) si nota che la meccanica è ancora abbastanza semplice, ma è stato aggiunto qualche strato di complessità. I personaggi possono avere delle abilità, ci sono più carte e sono aumentati gli obiettivi. Adesso non basta ottenere la gemma dell’Isola di Fuoco e scappare via, è possibile accumulare punti raccogliendo oggetti, altri tesori e facendo foto in determinati punti dell’isola.

Un’altra variabile introdotta sono gli alberi, che possono deviare il corso delle palle di fuoco e proteggere determinati esploratori, ci sono anche ponti e rifugi che erano già presenti nell’edizione originale.

Per rendere la situazione ancora più interessante l’idolo da cui vengono lanciate le palle di fuoco adesso è fatto in modo che le sfere finiscano non solo frontalmente ma anche a destra o a sinistra in base al rimbalzo. Questo vuol dire che anche se l’’idolo è orientato da una parte non si è mai totalmente al sicuro. In alcuni casi è prevista anche una carta cataclisma che farà sparare più palle di fuoco assieme in più direzioni, seminando il panico.

In teoria saremmo già a posto così, invece no, perché ci sono anche le espansioni.

La prima aggiunge un nuovo personaggio ispirato a Indiana Jones, un masso gigantesco che rotola fuori dalle caverne e serpenti velenosi. La seconda introduce un’isoletta completamente nuova con tanto di nave pirata, cannoni e relativi tesori, la terza introduce uno sciame di api e una tigre che salta in giro per la mappa.

Il gioco base costerà circa 60 dollari, al cambio poco meno di 50 euro, a cui bisogna aggiungere 20 dollari di spedizione. Per il pacchetto completo con tutte le espansioni il prezzo sale a 130 dollari, forse un po’ troppo, ovvero circa 106 euro, più le solite spese di spedizione.

Le premesse sembrano interessanti anche se ovviamente la parte del leone qua lo fa l’effetto nostalgia, anche se Restoration Games sembra sia stata abbastanza brava a speziare la minestra invece che limitarsi a riscaldarla. Il remake de L’Isola di Fuoco sarà un bel banco di prova per Restoration Games, un progetto nato con l’obiettivo preciso di prendere vecchio giochi degli anni ’80 e ’90 e riproporli in una veste moderna che coniughi nostalgia e innovazione. Giocare con la nostalgia è un modo facile per ottenere attenzione, ma se sbagli qualcosa sei finito.

A novembre 2018 ovviamente siete tutti invitati a provarlo a casa mia, portate Coca Cola e patatine, preferibilmente Fonzies, grazie.

Scritto da Lorenzo Fantoni

Giornalista esperto in tecnologia e cultura pop, vive per dimostrare quanto Godzilla, Fantozzi e Dungeon & Dragons siano importanti per la tua vita

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