Questo libro è un inno per tutte quelle persone come me che sanno qual è la strada giusta, ma scelgono di non seguirla.

Pulitzer 2014 nato dalla brillante penna di Donna Tartt, scrittrice statunitense che pubblica le sue opere a distanza di decadi l’una dall’altra, è un romanzo di formazione che ruota intorno alla vita di Theo Decker. Il ragazzo, ancora adolescente, vede morire la madre in un attentato terroristico durante la visita al MET di New York.

Sconvolto sottrae una preziosa opera d’arte, Il Cardellino appunto, intorno alla quale ruota l’intera vicenda. Senza più punti di riferimento Theo viene risucchiato in un vortice mentre la solitudine esistenziale lo conduce pian piano verso l’autodistruzione.

Per Stephen King: “Il Cardellino è una rarità che capita forse mezza dozzina di volte ogni dieci anni, un racconto scritto in modo molto intelligente che parla al cuore e alla mente”. 

Circondatosi di personaggi improbabili e a volte pericolosi, Theo ormai adulto è sempre più ossessionato da quel dipinto di cui non riesce a disfarsi, nonostante quest’ultimo provochi in lui grandi struggimenti e continue preoccupazioni. In fondo potrebbe vivere una vita tranquilla e senza problemi, ma la sua natura lo porta a consumarsi travolgendo come un devastante tornado anche i pochi rapporti umani che è faticosamente riuscito a costruire negli anni.

Ha la consapevolezza che così facendo perderà tutto, eppure ciò nonostante continua a demolire tutto quello che lo circonda. L’immutabilità dei suoi istinti è più forte di qualsiasi logica.

Il Cardellino

Da Il Cardellino sarà presto tratto un film con Nicole Kidman e Luke Wilson

Ed è proprio questo continuo oscillare della volontà del protagonista, fragile e tormentato, che mi ha fatto subito amare alla follia questo libro, così come le sue disparate ambientazioni: dalle case asettiche e cafone di Las Vegas alle cantine umide di New York. Una susseguirsi di emozioni, luoghi, vicende che non possono finire bene e lasciano un gusto dolce amaro in bocca per quello che sarebbe potuto essere e invece non è stato.

Bugiardino

Indicazioni: è adatto alle persone che hanno bisogno di elaborare un lutto che ha distrutto la loro intera esistenza. Non si tratta solo della morte di una persona cara, ma della completa perdita di punti di riferimento.

Effetti collaterali: scoprire che il sentimento di solitudine esistenziale che porta verso il declino dell’autodistruzione è un processo a volte irreversibile.

Posologia: da leggere in una biblioteca storica circondati da mobili antichi o tra gli scaffali di un rigattiere comodamente seduti su una sedia di fine ‘800.

Scritto da Piccola Farmacia Letteraria