A pochi giorni dall’annuncio del reboot di Beverly Hills 90210 ci lascia Luke Perry, noto alla mia generazione come Dylan McKay.

Dylan è stato il mio primo vero grande amore. L’ho amato da subito: tenebroso, bellissimo, con quell’aria maledetta, quel sorriso furbetto. Qualcuno diceva che fosse il primo vero erede di James Dean e ancora oggi, quando guardo un uomo, mi porto inconsciamente dietro quell’immaginario.

Come si poteva restare indifferenti?

Avevo le Smemo tappezzate dai suoi adesivi che staccavo dal Cioè e sul muro della mia cameretta c’era un suo poster che guardavo timidamente. Io ero arrivata in Italia da poco e non perdermi una puntata di Beverly Hills mi aiutava a chiacchierare con le mie compagne, a socializzare, a imparare meglio la lingua.
I social allora non c’erano ma eravamo comunque divise in due grandi team: #teambrandon e #teamdylan. Schierarsi era doveroso e non c’erano vie di mezzo (Steve e David credo se li siano filati seriamente in poche.) Personalmente Brandon non l’ho mai nemmeno considerato perché era troppo bravo, troppo pulito, troppo scontato. Ero affascinata da quel ragazzo solitario, scontroso che mi colpiva anche per la vita non facile che aveva avuto e impazzivo per il giubbotto di pelle, la t-shirt bianca e gli occhiali scuri.

Ma quella faccia da delinquente nascondeva in realtà il cuore tenero di un ragazzo che amava i libri, le poesie, i film d’autore.

Dylan ha sempre fatto un sacco di casini con le ragazze: prima ha avuto una relazione con Brenda, poi si è messo con Kelly (e non ho mai capito cosa ci trovasse in lei) e alla fine instaura una relazione clandestina con Valerie.

A un certo punto suo padre muore proprio quando il loro rapporto andava per il verso giusto e io mi sono sentita ancora più vicina a lui. Dylan ha contribuito ad alimentare lo spirito da crocerossine in tante di noi, bisogna ammetterlo.

Qualche settimana fa la mia famiglia stava guardando una puntata di Riverdale. Mi sono fermata a guardare anch’io e a un certo punto l’ho visto: un padre di famiglia, con qualche capello in meno, la barba ingrigita. Mi è venuto un colpo, quasi non lo riconoscevo. Ma guardando meglio ho ritrovato il suo fascino e gli occhi belli, quelli che ricordavo.

Ciao Luke, ciao Dylan. Ti saluto con questo ultimo bacio tra te e Brenda, quando lei, prima di lasciare la città, confessa che non ha mai smesso di amarti. Come me del resto.

Scritto da Loretta Da Costa Perrone

One Comment

  1. […] recente scomparsa di Luke Perry e di Keith Flint hanno certamente contribuito a scatenare la “nineties fever” ma quegli anni […]

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