Un vantaggio dell’arrivo di Netflix in Italia che mi pare ottimo è l’aver dato modo a molti la possibilità di trovare senza il minimo sforzo un bel po’ di stand-up comedy pronta a essere goduta con un paio di click. Il materiale caricato comincia a essere parecchio per cui vi allunghiamo una lista con alcuni suggerimenti di visione. Come ogni lista che si rispetti è parziale, soggettiva e probabilmente cambierebbe se la scrivessi fra qualche tempo, per cui prendetela solo come uno spunto per lanciarvi nelle vostre personali esplorazioni della comicità da palco, e se avete suggerimenti fateceli sapere.

Principiamo dal passato, con lo stand-up attualmente più vecchio che trovate in catalogo:

Richard Pryor Live in concert

Pryor è una delle leggende della comicità americana e in particolare uno di quelli che ha fatto da apripista per i comici di colore. Ha iniziato la sua carriera negli anni ’60 come comico dalle maniere e i temi moderati e da tv familiare, trovando poi il suo vero percorso avvicinandosi alle tematiche razziali e perdendo via via ogni tipo di freno inibitore e limite. Per Pryor non c’erano tabù o quasi quando si trattava di far battute e soprattutto non c’era nessun limite nel parlare e ridicolizzare se stesso. Per lui parlare della povertà di quando era giovane, dei suoi attacchi di cuore o di razzismo non è un problema e la mimica e le voci che usa per interpretare i vari temi e ruoli hanno fatto scuola su generazioni e generazioni di comici. Lo special è, inoltre, il primo spettacolo di stand-up comedy a essere stato registrato in diretta e distribuito poi come lungometraggio. Se questo vi piace cercatevi poi Live on the Sunset Strip, in cui racconta tra le altre cose la notte in cui prese fuoco tentando di dare fuoco a della cocaina.

Eddie Murphy Delirious

Eddie Murphy entra nel cast del Saturday Night Live Show nel 1980 e ne diventa in pochi anni una delle sue stelle principali. Quando nel 1983 porta Delirious sui palchi di mezza America è già una star della TV che sta per essere catapultata nel firmamento di Hollywood, e ha solo 22 anni. Lo special mostra tutta la forza di Murphy nell’interpretare in rapida successione vari personaggi modificando la sua voce e la mimica del suo corpo con velocità e precisione da rodato professionista, sparando a zero su razzismo, sesso e tematiche calde senza troppi peli sulla lingua. Di sicuro diverse sue battute non sono invecchiate benissimo e stonerebbero se sparate qui e oggi, ma mostrano tutta la forza dirompente di Murphy prima che finisse un po’ annacquato in ruoli cinematografici non sempre giusti per lui. Se vi piace cercatevi RAW uscito pochi anni dopo.

Jerry Seinfeld I’m Telling you for the last time

Jerry Seinfeld è stato protagonista di Seinfeld, la sit-com di maggior successo di tutti i tempi creata insieme a Larry David e dove interpreta una versione romanzata (ma a quanto pare poi non troppo) di se stesso, uno stand-up comedian di New York. Lo special viene registrato nel 1998 pochi mesi dopo la chiusura di Seinfeld e racchiude materiale nuovo e ripreso dalla serie in una sorta di reboot della carriera di Jerry che decise di tornare a calcare i palchi in lungo e in largo per gli USA. Se vi piace un umorismo che molto raramente va a colpire temi caldi ma predilige la vita quotidiana e le ossessioni dell’uomo comune, con puntate regolari verso l’assurdo, è lo special giusto per voi. Se vi piace potreste recuperare anche Jerry before Seinfeld.

Jen Kirkman Just Keep Livin’

Jen Kirkman calca i palchi da più di 20 anni portando avanti un’esplorazione precisa e metodica delle idiosincrasie e degli inghippi della società, incastrando con occhio clinico aneddoti personali con il quadro generale dell’umanità. In particolare riesce ad affrontare in maniera diretta il sessismo e i problemi del patriarcato mantenendo sempre quel distacco minimo che le permette di non risultare mai una predicatrice in cerca di consensi, calando battute e osservazioni che raramente vogliono dare risposte a problemi complessi ma preferiscono far scattare riflessioni nel pubblico. Il tutto con un tono che rimane esilarante anche se il ritmo non è mai forsennato e incalzante, siamo più dalle parti di lunghi ragionamenti e racconti sostenuti da battute ficcanti. Se vi piace potete recuperare anche I’m gonna die alone (And I feel Fine).

Maria Bamford Old Baby

E ora qualcosa di parecchio diverso. A Maria Bamford piace molto sperimentare. Non solo grazie alla sua voce che è in grado di interpretare decine di personaggi e persone diverse con una rapidità eccezionale, non solo grazie alla sua mimica facciale che passa dallo stupore bambinesco agli occhi spiritati di un adulto bipolare, ma soprattutto per il desiderio di non aver limiti nella scelta dei temi affrontati e dello stile adottato. In Old Baby il palco utilizzato cambia di continuo: a volte è il palco del teatro, a volte quello di un piccolo club, a volte un soggiorno, a volte una lavanderia a gettoni, ma lo spettacolo è sempre lo stesso. In un certo senso pare che Maria, ben consapevole di essere una comica tutt’altro che mainstream, voglia giocare col rapporto tra il pubblico e se stessa, come a dire “Io sono sempre la solita, non importa quale pubblico io affronti.” Se vi piace potreste provare Lady Dynamite, serie di cui è protagonista e co-creatrice.

Patton Oswalt Annihilation

Nel 2016 Michelle McNamara muore all’improvviso lasciando Patton Oswalt vedovo e con una figlia piccola da crescere. Per Patton, prono a depressione e altro, è un colpo durissimo. Però come capita a molti comici la sua mente continua a vedere il ridicolo anche nelle situazioni più disperate, tipo la presidenza Trump. Annihilation è tagliato quasi in due: nella prima parte Patton ragiona a lungo su Trump e sulla difficoltà che i comici hanno nel voler, o dover, trovare qualcosa di divertente da dire su di lui e lo stato in cui versa la nazione. Non si tratta di battute tirate via o banali ma di una piccola lezione sulla comicità politica parecchio interessante. Ma nella seconda metà le cose prendono un’altra piega quando Patton racconta della morte di Michelle e delle difficoltà che ha dovuto affrontare nello stare vicino alla figlia durante il lutto, nel cercare di proteggerla dal dolore e di un paio di situazioni assurde in cui i due si sono ritrovati loro malgrado. Si tratta di un miscuglio incredibile di risate e commozione con cui Patton rapisce il pubblico portandolo a ridere, commemorare e affrontare il lutto insieme a lui.

Bill Burr Walk your way out

Se invece siete in cerca di pochi sentimenti, pochi fronzoli e solo di ridere dall’inizio alla fine sparando su tutto e tutti, Bill Burr è il vostro uomo. Soprattutto se cercate un comico che non ha nessuna simpatia per la cultura del politicamente corretto e che non si fa problemi ad affrontare il problema in maniera diretta, mantenendo sempre una lucidità di pensiero che gli permette di trovare storture negli eccessi dei social justice warrior e non cadere mai, o quasi, in battute che siano cattive solo per il gusto di essere cattive. Il tutto senza smettere di prendere in giro se stesso, il suo fisico, la sua personalità da uomo che si arrabbia troppo e il suo essere conscio di essere solo uno che fa battute su di un palco. Se vi piace potete recuperare You People are All The Same oppure ascoltare il suo podcast Monday Morning Podcast.

Hannah Gadbsy Nanette

Nanette è una lunga riflessione sul senso stesso della comicità e sul suo ruolo nella rappresentazione delle persone e dei loro problemi. Vi rimando al pezzo in cui ne parlai tempo fa su N3rdcore, qua.

Neil Brennan 3 Mics

Neil Brennan è noto soprattutto per aver scritto insieme a Dave Chappelle il Chappelle Show ma è pure uno stand-up con quasi 30 anni di carriera alle spalle. In 3 Mics si diverte a giocare un po’ con la formula dello stand-up, piazzando sul palco tre diversi microfoni e dedicando a ciascun microfono un determinato tipo di comicità: uno dedicato alle battute secche, quelle in americano definite one-liners, uno dedicato a tematiche sociali come guerra, armi e relazioni personali, e uno dedicato a riflessioni più personali come la sua dipendenza da farmaci, la depressione e la relazione difficile con il padre violento. La scelta potrebbe sembrare solo una gimmick ma il risultato funziona molto bene dando un ritmo particolare al set e permettendo a Brennan di sottolineare in maniera chiara il peso emotivo di determinati passaggi.

Iliza Shlesinger  Elder Millennial

Iliza ha un occhio incredibile per la creazione di personaggi e figure che racchiudono determinati punti deboli delle persone e su tutti svetta il Party Goblin, l’essere in cui ogni ragazza più o meno giovane degenera quando decide di divertirsi e fare serata con le amiche. Di sicuro non mancano quindi assurdo e sopra le righe nei suoi stand-up, ma questo non le preclude il mantenere un’ottima lucidità nell’affrontare temi complessi come sessismo e patriarcato, prendendoli di petto e mettendo in piedi una narrazione della figura della donna sfaccettata in cui sesso, corpo, lavoro sono oggetto di continua critica. Il tutto mantenendo un ritmo sempre sostenuto che alterna one-liners a scene parecchio complesse e che spesso non sconta nulla alle ossessioni femminili. Se vi piace recuperate anche Confirmed Kills.

Come dicevo in apertura questa è solo una breve selezione di alcuni special che trovate su Netflix, tanto per venire in contro alla comodità dello streaming, ma in futuro potremmo allargarci e fare nuove liste di consigli. Anzi, se avete special o comici da segnalare non fatevi vincere dalla timidezza, che di roba divertente ce n’è sempre bisogno.

 

Scritto da Davide Costa

Scrivo fumetti e altre cose fiche per Walt Disney, Sergio Bonelli e altre case editrici fiche. Ho una newsletter in cui parlo del mio lavoro, Appunti dal tavolino di un bar, a cui potete iscrivervi qua: http://tinyletter.com/DavideCosta