Riverdale e Le terrificanti avventure di Sabrina sono nate dallo stesso padre, il fumettista e sceneggiatore Roberto Aguirre-Sacasa, e da madri diverse, l’emittente The CW per il primo e Netflix per la seconda. Facendo parte dello stesso universo narrativo, il crossover è inscritto nel loro dna e probabilmente prima o poi verrà reso esplicito, andando oltre i riferimenti, le strizzate d’occhio e gli accenni. Il terreno è stato già ampiamente preparato, e in particolare nello sviluppo dei personaggi femminili è palese la volontà di sviluppare i due show su parametri gemelli, coerenti e comunicanti.

A Riverdale e a Greendale, la cittadina dove vivono Sabrina e le sue zie streghe, i segreti nascono e prosperano. Spesso vengono portati nella tomba, ma le tombe sono luoghi che tendono a riaprirsi, facendo tornare a galla il passato e i suoi ingombranti fardelli. Tutti i personaggi delle due serie sono in qualche modo condizionati o perseguitati dagli errori commessi dai propri genitori (o antenati), compresi i personaggi maschili, ma è sulle ragazze che con più veemenza si abbatte l’ombra delle colpe di famiglia, soprattutto dei padri. Vista l’attenzione che il teen drama contemporaneo dedica alle trasformazioni sociali del suo tempo, questa insistenza sulla lotta femminile contro un’eredità culturale tossica risulta tutt’altro che sorprendente.

Strega a metà

Sabrina Spellman è figlia di una donna mortale e di un padre stregone, un Sommo Sacerdote per l’esattezza. Al compimento del suo sedicesimo compleanno, deve scegliere se abbracciare la propria natura di strega o se rinunciare per sempre ai poteri inimmaginabili che le offre il Signore Oscuro. Dietro a questo dilemma e alla lotta di Sabrina per l’indipendenza, si celano intrighi demoniaci, patti siglati con il sangue e tragedie che si tenta di nascondere con bugie elaborate. L’assenza dei genitori di Sabrina crea un falso vuoto, perché man mano che la protagonista impara a gestire la sua nuova forza di strega si avvicina anche ai segreti che si celano nel suo albero genealogico.

Nancy Drew dall’anima dark

Betty Cooper è la ragazza della porta accanto, letteralmente. È la vicina di casa di Archie, bionda, carina, intelligente, con la passione per il giornalismo. Il suo fiuto e la sua curiosità ne fanno un’ottima detective e contribuirà a più riprese alla soluzione dei misteri di Riverdale, non senza provocare qualche guaio nel frattempo. La sua sete di verità e l’intraprendenza che dimostra come investigatrice fai-da-te portano presto al manifestarsi di un lato di Betty inedito e inatteso. In lei si cela un’oscurità dissimulata, in agguato sotto l’apparenza angelica e rassicurante da brava ragazza, un’oscurità che ha radici profonde all’interno della sua famiglia. La madre e il padre hanno bagagli straripanti di segreti e, una volta esposti, costringono Betty a domandarsi con terrore se la malvagità sia un fattore ereditario.

La figlia del Boss

Veronica Lodge è arrivata a Riverdale da New York, insieme alla madre Hermione e al padre Hiram, entrambi originari della piccola cittadina. Gli affari di famiglia sono loschi e Veronica se ne rende conto molto presto. La ragazza condivide con il padre la personalità dominante e il carisma manipolatorio, ma fa un passo indietro quando la situazione si fa irrimediabilmente criminale. Con i genitori ha un rapporto conflittuale, ma spesso si accorge di comportarsi esattamente come loro. Al pari di Betty, della quale diventa la migliore amica, si chiede se il fattore ereditario includa le colpe di chi l’ha preceduta.

Cappuccetto rosso sangue

Cheryl Blossom è l’erede dell’impero di famiglia, dedita alla produzione di sciroppo d’acero ma anche a un giro di droga e corruzione che porta alla morte del figlio maschio Jason. Per i coetanei, Cheryl è la classica bella stronza, capitano delle cheer leader, crudele, arrivista, impermeabile alle sofferenza altrui. In realtà, il suo è il personaggio forse più segretamente agonizzante della serie. Nel passato dei Blossom c’è di tutto, dall’incesto all’omicidio, e anche il presente non regala grandi gioie. Cheryl mette su una corazza per proteggersi dagli orrori del suo retaggio e lotta ogni giorno per sopravvivere alle pugnalate in agguato nella sua stessa casa.

Le protagoniste dell’universo Archie Comics declinato al seriale televisivo condividono il peso di famiglie disfunzionali, segreti inconfessabili, patti mortali e colpe che si trascinano per generazioni. Tutte hanno una facciata da preservare, ma sotto di essa sprofondano nell’oscurità, nella paura di non riuscire a riscattare il proprio futuro dal Male degli avi. Dentro sono tutte incrinate, contese tra due poli: presente e passato, luce e ombra, tradizione e rinascita.
Dalle prossime stagioni di entrambe le serie possiamo aspettarci veramente tanti ottimi spunti. Le terrificanti avventure di Sabrina tornano su Netflix il 5 aprile, mentre la terza stagione di Riverdale (un mix tra True Detective e Scooby-Doo da leccarsi i baffi) è già partito negli Stati Uniti, ma arriverà in Italia
dal 26 marzo.

Scritto da Eva Cabras