Alcune delle serie tv più acclamate del 2018 hanno una caratteristica in comune: sono tratte o ispirate da validissimi libri che meritano di essere recuperati. Invertendo il processo di adattamento, a noi viene regalata una splendida occasione per scoprire autori e autrici, di diversi periodi storici e generi, che compongono anche un accurato ritratto culturale dell’annata appena vissuta. Dei sei titoli più rilevanti, cinque ruotano attorno a personaggi femminili, tre degli autori sono donne. Nell’anno successivo allo scoppio dello scandalo Weinstein e alla nascita del movimento #metoo questi dati preliminari non sono certo superflui e parlano di una sete di inclusione più intensa che mai.

Dei medesimi sei titoli, tre sono considerabili storie horror, che esplorano con toni e influenze diverse l’esperienza del trauma e della paura, confermando l’incredibile capacità di adattamento della serialità alle più contemporanee istanze artistiche e commerciali. Di nuovo, la parola inclusione risulta la più efficace, applicabile sia alla rappresentazione umana sia allo spettro dei generi narrativi. Il panorama delle serie tv del 2018 è stata quindi variegata e poliedrica. Se non siete ancora pronti per salutare i personaggi che vi hanno rubato il cuore, ecco come potete prolungare l’incanto facendo un semplice cambio di device.

Sharp Objects

L’elegante serie tv di Jean-Marc Vallée è tratta dall’altrettanto affascinante romanzo omonimo di Gillian Flynn, già autrice del best seller Gone Girl. Sharp Objects è il libro d’esordio dell’autrice americana nel 2006 e mette in scena la prima delle sue ormai tipiche anti-eroine. Camille è una giornalista di cronaca nera, ma è anche un’alcolista e un’autolesionista. Sulla sua pelle sono incise decine di parole, che infiammano la superficie del suo corpo come infiammano la sua mente incline alla psicosi. Tornata nella sua cittadina natale, Wind Gap, Camille indagherà sull’omicidio di una bambina e sulla sparizione di una seconda, tentando di mantenersi lucida nonostante il difficile rapporto con la madre e la sorellastra. Grazie alla voce narrante di Camille, Flynn riesce a dare vita a una protagonista spezzata, soffocata da una famiglia disfunzionale e da un passato feroce, che si nasconde dietro agli abbagli della memoria. Oltretutto, Sharp Objects è un bel thrillerone che si legge senza pause.

Codename Villanelle

Per Killing Eve, Phoebe Waller-Bridge mette mano a quattro racconti di Luke Jennings, usciti nel 2018 come un unico romanzo con il nome di Codename Villanelle. Rimaniamo dalle parti del thriller, qui con venature più noir e con dei rovesciamenti di prospettiva veramente interessanti. Villanelle è il nome in codice di un’assassina di professione che elimina target di altissimo livello su ordine di una misteriosa organizzazione internazionale. La giovane donna dal passato violento è l’incarnazione della perfetta femme fatale, ma al cubo. È spietata, calcolatrice, anti-sociale, psicopatica, virtualmente imprendibile. Sulle sue tracce si mette Eve Polastri, dei servizi segreti britannici, una donna acuta e determinata, che sviluppa presto un’ossessione particolare per Villanelle. I ruoli tradizionalmente maschili del killer e del detective vivono in Code Villanelle una rinfrescante rinascita, anche grazie alla scrittura solida di Jennings, che tratta le sue protagoniste come esseri umani a tutto tondo, senza renderle iper-sessualizzate come tanta narrativa di genere tende a fare. Altro thrillerone che va via in un soffio.

Le terrificanti avventure di Sabrina

Nel 2014 Roberto Aguirre-Sacasa e Robert Hack rivisitano la storia di Sabrina Spellman, già protagonista dei fumetti Archie Comics dagli anni ’70 in poi. L’adolescente metà umana e metà strega, arrivata su Netflix sulla scia della fortuna di Riverdale, viene immersa in un universo dark che ben si sposa con gli elementi horror che la circondano. Costretta a scegliere tra un futuro di stregoneria e una vita da mortale, Sabrina scopre e sperimenta i propri poteri, mentre nell’ombra una vecchia fiamma del defunto padre tenta di vendicarsi della famiglia Spellman. Illustrate con dovizia di particolari macabri e senza rinunciare al teen drama, i fumetti di Sabrina sono la coccola perfetta da concedersi tra un romanzo e l’altro.

L’amica geniale

La serie evento co-prodotta da HBO e Rai è l’adattamento del primo di quattro romanzi collegati scritti da Elena Ferrante. Lenù e Lila sono bambine quando si conoscono a scuola, in uno dei quartieri periferici di Napoli negli anni ’50. La voce narrante è quella di Lenù, che da adulta torna con la memoria al rapporto complesso e altalenante che l’ha legata a Lila praticamente per tutta la vita. Entrambe le bambine dimostrano precocemente un’intelligenza sopra la media, ognuna brillante a suo modo, una costante e bisognosa di conferme, l’altra irruenta e quasi infastidita dal proprio potenziale. La loro amicizia sarà il filo rosso che le tiene ancorate a sogni e speranze d’infanzia, corrose dalle rigide consuetudini sociali dell’epoca e dalle trasformazioni economiche del dopoguerra. Attorno alle due protagoniste, un universo di storie e di personaggi da scoprire, scritti con la stessa accuratezza dedicata a Lenù e Lila, alle quali ci si affeziona nel giro di poche pagine.

The haunting of Hill House

L’enorme successo della serie Netflix The Haunting of Hill House è l’occasione perfetta per riscoprire un’autrice preziosa e poco nota. Shirley Jackson scrisse il libro adattato da Mike Flanagan  nel 1959 e, come per molti dei suoi lavori, lo intrise delle sue più dolorose esperienze di donna e figlia in una società soffocante e statica. Eleanore Vance ha trentadue anni e ha trascorso gran parte della sua giovinezza ad accudire l’anaffettiva madre inferma. Dopo la sua morte, Eleanore si unisce a una spedizione di ricerca nella presunta casa infestata di Hill House. Incapace di vivere nel mondo, priva di stimoli e di personalità, la protagonista viene risucchiata dal magnetismo malefico della casa, dove si sente sopraffatta ma anche stranamente a proprio agio. La scrittura di Jackson è delicata e suggestiva, venata di malinconia, di rimpianto e di rassegnazione, ma anche piena di vitalità inespressa e di uno squisito umorismo pungente che rende questa storia di fantasmi ancora più godibile.

The Terror

Dopo un buon numero di libri che si divorano rapidamente, è il momento di prendersi del tempo. Dietro alla splendida serie tv The Terror c’è il romanzo scritto da Dan Simmons nel 2007, un colosso di quasi ottocento pagine che ricostruisce con la fantasia la tragica sorte del comandante John Franklin e delle due navi inglesi Erebus e Terror, salpate nel 1845 alla ricerca del Passaggio di Nord-Ovest nel Mar Glaciale Artico. Dei 129 uomini partiti nessuno ha mai fatto ritorno. Simmons parte dai documenti dell’epoca e colma le lacune con una storia horror che parla di misteriose creature che cacciano nella neve, malattia, cannibalismo, ammutinamento, disperazione e morte. The Terror va degustato con calma, godendo di ogni dettaglio certosinamente fornito dall’autore, capace di ricreare l’atmosfera opprimente dei ghiacci immobili, con il loro bianco accecante, gli scricchiolii, il freddo insostenibile e con un nemico ignoto sempre affamato.

Scritto da Eva Cabras