Magic Winx!” E chiunque sia stata bambina dal 2004 in poi, sa esattamente cosa comporti questo grido di battaglia.

Bloom che chiude gli occhi e inizia a trasformarsi, avvolta dal potere della fiamma del drago e, subito dopo di lei, tutte le altre fate del Winx Club risplendono negli abiti colorati e glitterati con i quali combattono i cattivi. Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha sono le giovanissime guerriere che insieme a Bloom condividono la vita di tutti i giorni fra le mura del college di Alfea (una sorta di Hogwarts al femminile, con la tecnologia più avanzata e senza quegli aloni dark, tipici dei prodotti targati Warner Bros).

Tuttavia, se anche non ne foste stati appassionati, sono sicurissima che almeno un poco, in questi anni, ne abbiate sentito parlare. Le Winx infatti, nate dalla mente di Iginio Straffi come semplice prodotto di intrattenimento per bambine, sono diventate a tutti gli effetti un fenomeno internazionale che entra di diritto nella cultura pop italiana. Da poco si è conclusa una mostra che ne ha celebrato i 15 anni (pensate che il primo episodio è stato trasmesso su Rai 2 il 28/01/2004) e che ovviamente, da devota fan quale sono, non ho potuto evitare di andare a vedere.

 Da piccola realtà marchigiana, lo studio di animazione Rainbow ha saputo farsi strada nel mondo dei cartoni animati, esordendo con Tommy e Oscar ed esplodendo poi con le Winx. Ad oggi, le avventure delle fate di Magix (la dimensione magica nella quale sono ambientate le vicende) sono state esportate in più di 100 paesi .

La mostra ha raccontato, con tavole originali e bozzetti, l’evoluzione delle giovani avventuriere e di tutto ciò che le riguarda. In primis, gli abiti della primissima trasformazione, quella che per Stella scaturisce dall’anello-scettro all’urlo di “Solaria!” e che per Bloom, adottata da una famiglia di terrestri, avviene spontaneamente solo durante uno scontro in solitaria contro le temibili Trix. Con mio sommo stupore, ho scoperto che in origine il vestito di Stella doveva avere un aspetto differente, che la pelle di Flora doveva essere più scura e, soprattutto, che la tuta viola di Tecna avrebbe dovuto essere verde.

Fra il character design di Bloom Enchantix e Believix (trasformazioni ottenute dalle intrepide protagoniste, rispettivamente, nella terza e quarta stagione) e i disegni preparatori per la serie animata, mi sono ritrovata davanti alla teca contenente le tavole originali dei primi fumetti.

Ora, parlando di Winx nella cultura pop, non si può negare la loro versatilità. Dal cartone animato al fumetto, dai libri ai videogiochi, dagli album di figurine ai giochi da tavolo, dal cinema (ci arrivo tra un attimo) al merchandising più vasto possibile (la mia collezione vantava più di 200 pezzi, dei quali cito: il telefono fisso, lo scendiletto extralarge e una cintura rosa e verde – oggi assolutamente inguardabile, all’epoca inestimabile capo d’alta moda), il fenomeno è approdato in quasi ogni lido. Non sono a conoscenza di un gioco di ruolo a tema, ma la sua esistenza non mi sorprenderebbe troppo.

Molti i cimeli esposti, come il primo fumetto uscito in edicola, un pattino utilizzato nello spettacolo Winx on Ice e un ingente quantitativo di action figures, tutte conservate alla perfezione nella propria scatola. Da quella del principe Sky a quelle delle Trix (Icy, Darcy e Stormy, le antagoniste principali); passando per  Daphne (la sorella segreta di Bloom) e quelle con le trasformazioni più recenti, come Sirenix e Tynix (serie 5 e 7), per i collezionisti c’era da restare a bocca spalancata. Non solo quelli storici però, anche i neofiti avevano di che meravigliarsi: davanti a me c’era una bimba che ha indicato e commentato, con precisione e accuratezza estreme, ogni singola bambola fra le ultime uscite. Le due donne che l’accompagnavano hanno potuto solo tacere e ascoltare, e non fare errori quando interrogate.

Una zona è stata poi riservata all’ottava stagione, il cui primo modulo è stato trasmesso ad aprile su Rai Yoyo e che si concluderà nell’autunno di quest’anno. Esauriti i mondi magici, le fatine di Alfea dovranno affrontare un vecchio nemico (Valtor, l’antagonista-capo della terza stagione) avvalendosi della nuova trasformazione Cosmix, ma grazie all’aiuto di Twinkly, una creaturina fatta di polvere di stelle, riusciranno a portare a termine nuove, emozionanti, avventure intergalattiche.

Infine, vi era una parte di mostra interamente incentrata sui film. Le maxi locandine delle tre pellicole uscite, Il segreto del Regno Perduto (2007), Magica Avventura (2010) e Il mistero degli abissi (2014) facevano da sfondo agli splendidi abiti indossati da Bloom e Sky nel secondo lungometraggio, presenti su due manichini. Parlando di abiti, accanto alle Pixie e ai Cuccioli magici, 7 vestiti spiccavano al centro della stanza.

Sette abiti per sette diverse trasformazioni, fra le quali il Butterflix (introdotto nella settima stagione, ma solo per poche puntate) e il Bloomix (che appare nella sesta stagione, quando la fata di Domino condivide il suo potere con le compagne). Personalmente, ho smesso di essere un’assidua spettatrice già da qualche anno, complici i cambi di orari e di abitudini. Tuttavia, poter ammirare da vicinissimo gli abiti indossati dalle attrici che hanno interpretato le fatine in rappresentazioni musicali quali il Winx Power Music Show o altri spettacoli, mi ha portata a trarre due grosse conclusioni.

La prima è che, qualunque sia la trasformazione scelta, sicuramente non possono mancare i glitter sul vestito. La seconda, è che le Winx sono cresciute con tutti i bambini che come me passavano i pomeriggi a lanciare incantesimi contro nemici immaginari, all’occasione interpretati da animali, parenti o manici di scopa.

Mentre osservavo i tagli sempre più articolati delle vesti, che da una semplice gonnellina e canotta (piene di brillantini) diventano un tripudio di strass e code da sirena in tulle, con pizzi, decori e merletti, ho potuto percepire una vera e propria evoluzione.

Le Winx crescono, ma non perché affrontino cattivi sempre più pericolosi. A farle crescere sono le responsabilità, le quali aumentano man mano che da semplici studentesse diventano custodi di poteri arcani, paladine o regnanti fatte e finite. In tutto questo però, rimangono amiche inseparabili, consapevoli del fatto di poter sempre contare l’una sull’altra.

 Un tema abbastanza banale ma che alla fine, in un tempo come il nostro, nel quale si ricerca sempre un particolare che permetta di spiccare per originalità, forse è proprio la carta vincente.  Con un argomento semplice e spontaneo come l’amicizia che si instaura fra compagni di avventure, misto alla capacità degli autori di saper rinnovare i contenuti e l’aspetto, adattandoli agli sviluppi del contingente, le Winx continuano a piacere e a conquistare un pubblico sempre rinnovato di fatine terrestri, che probabilmente da qualche parte si stanno preparando a uno scontro immaginario, al grido di battaglia di “Magic Winx!”.

Scritto da Francesca "Penny" Gatti